COMUNICATO STAMPA
LA SALUTE IN PERICOLO : Difficoltà a prenotare, attese troppo lunghe, appuntamenti in strutture lontane da casa.
Il servizio sanitario nazionale non mostra segni di miglioramento ed in molti sono costretti a rivolgersi ai privati, con costi elevati. I vari Governi che si sono succeduti hanno tutti sottovalutato il problema e, adesso, sembra che vogliano togliere ai cittadini anche il “medico di famiglia” : proprio quello che Ti cura secondo sapienza, esperienza, coscienza e conoscenza della persona.
Le risposte della politica hanno un sapore elettorale: solo parole ma non fatti, proposte mai attuate. Noi dobbiamo continuare a batterci e monitorare la situazione e mettere a disposizione dei cittadini informazioni e strumenti utili per condannare con forza questa situazione.
Quello della salute è un diritto sancito dalla costituzione e rappresenta una delle principali misure del grado di civiltà di un paese. Bisogna riaprire le piccole unità sanitarie chiuse e sviluppare l’assistenza domiciliare. La spesa sanitaria destinata alla salute per abitante da noi è pari a 3.574 miliardi ben al di sotto della media dei paesi europei.
Occorre fermare anche la fuga dei camici bianchi dalle strutture pubbliche le cui conseguenze ricadono poi sui cittadini. Pensiamo che nel 2023 quattro milioni e mezzo di persone hanno dovuto rinunciare alle cure d’urgenza. Alla base di ogni progetto deve rimanere la volontà di salvare il servizio sanitario nazionale, decentrando strutture e servizi, per mantenere quel rapporto umano medico-paziente, patrimonio del Regno d’Italia, con i suoi “medici condotti” gli ambulatori di “paese” , l’immancabile “levatrice”.
Erano servizi di base, ove lo Stato era presente e lo si sentiva vicino alla gente.
Mario Fabbi
Delegato Italia Reale Regione Marche
